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Comments (5)

1 Sergio Fimiani commented Permalink

La sensazione, confermata anche dalla stessa ricerca, è che i Chief Marketing Officer si concentrino ancora sulle fonti tradizionali di informazione come il benchmarking e le analisi di mercato. Questo dato appare particolarmente rilevante se confrontato con la mole di informazioni provenienti dall’oceano digitale. In tal senso il sistema risulta essere lento rispetto ad uno scenario che è in continua evoluzione. Quali sono le reali prospettive per un cambiamento sostanziale?

2 Sergio Fimiani commented Permalink

Non c’è azienda che non vorrebbe entrare nella testa del suo target, carpirne i pensieri e le opinioni. Quanto strumenti automatici possono essere utili per effettuare sentiment analysis su internet? Non si rischia di effettuare analisi meramente quantitative?

3 Sergio Fimiani commented Permalink

Una delle maggiori differenze tra marketing B2C e B2B risiede nella maggiore complessità nel generare lead e nei tempi di acquisizione di contatti qualificati più lunghi nel secondo caso. Considerato questo scenario e la velocità di reazione richiesta dai nuovi strumenti digitali, quali sono gli step che i CMO devono compiere per integrare eventuali strategie su internet e/o mobile in aziende B2B?

4 Sergio Fimiani commented Permalink

Ai CMO viene chiesto di confrontarsi con un livello di complessità sempre crescente e di fare sempre di più, allargando la proprio sfera di azione e usando - in molti casi - strumenti e tecnologie più comprensibili ai loro figli che a loro stessi. Credete che le aziende siano pronte a investire in formazione e aggiornamento per consentire ai propri CMO di sfruttare appieno l'opportunità che il mercato pone loro?

5 Sergio Fimiani commented Permalink

Smartphone e tablet stanno vivendo un'esplosione vertiginosa e l'Italia è forse il Paese in cui questo fenomeno è più evidente. L'utilizzo di dispositivi mobile di nuova generazione ha reso disponibile un'enorme quantità di informazioni sensibili, rappresentando una risorsa di grande rilevanza per i CMO ma anche una fonte di grande vulnerabilità. Credete che sia possibile trovare una soluzione che permetta di catalogare dati e informazioni importanti, rispettando le richieste e la privacy dei consumatori?

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